Utilizzi della pianta di fico d’India

In questo articolo parleremo della pianta del fico d’India, il cui nome scientifico è “Opuntia ficus-indica”. I suoi cladodi, cioè le pale, sono irti di spine e, sovrapponendosi, danno origine all’arbusto sviluppando anche la fotosintesi clorofilliana. L’habitat originale di questa preziosa pianta è il Messico, dove era già diffusa in epoca precolombiana grazie alla commercializzazione degli Aztechi.

Il maggiore impiego riguarda sicuramente il settore alimentare, ma le applicazioni non mancano anche nel comparto del benessere, e da qualche anno persino nel tessile. Nelle prossime righe, dunque, vedremo insieme tutti gli utilizzi della pianta di fico d’India.

I fichi d’India in cucina

I fichi d’India non hanno solamente ottime proprietà nutrizionali, ma si rivelano ottimi anche come ingrediente in cucina, magari per impreziosire una fresca insalata a cui aggiungere arance, olive e formaggio.

In alternativa, è possibile preparare anche una dolce insalata di frutta, che potrà essere servita a fine pasto, ma anche come spuntino pomeridiano.

E per chi ama i fornelli, con i fichi d’India c’è solamente l’imbarazzo della scelta.

Ad esempio, è possibile trasformare le bucce in gustose chips.

bucce di ficodindia

Per la loro preparazione, è necessario privarle delle spine, e successivamente tagliarle a listarelle. A questo punto sarà possibile impanarle con uovo e pangrattato, per poi friggerle. Ma non finisce qui, perché si può anche realizzare uno sfizioso finger food avvolgendo con una fetta di speck un pezzo della polpa del frutto. Il succo di fico d’India, inoltre, può essere usato anche per preparare un delizioso risotto. Chiaramente, anche consumati al naturale sono eccellenti, ricordando sempre che per pulirli, il consiglio è quello di usare i guanti per evitare che le spine si infilino nelle dita.

Cosmesi e pianta del fico d’India

L’elenco dei benefici possibili dati dalla pianta del fico d’India riguarda il benessere in generale. In cosmetica, ad esempio, l’estratto dei fiori viene impiegato come elasticizzante e idratante della pelle, ma anche come emolliente. Il frutto, invece, torna molto utile per preparare saponi, creme umettanti, shampoo, prodotti per la detersione e lozioni astringenti per il corpo.

Ma non finisce qui, perché l’olio ricavato dalle pale e dai semi, ha ottime proprietà rigenerative, antiossidanti e antinfiammatorie. Si rivela, quindi, perfetto per ripristinare la naturale bellezza dei capelli e della cute, soprattutto in seguito all’esposizione prolungata ai raggi del sole, oppure al cloro delle piscine. Grazie alla sua delicatezza, quest’olio è particolarmente indicato per un utilizzo quotidiano.

Tra i suoi ruoli, infatti, riportiamo anche quello contro l’invecchiamento cutaneo, possibile grazie alle già menzionate proprietà antinfiammatorie ed elasticizzanti. In altre parole, un’applicazione costante nel tempo permette di rallentare e prevenire la formazione delle rughe. In particolare, le qualità del fico d’India lo rendono indicato anche per rimuovere il trucco e per il contorno occhi (come emulsione).

Ecosostenibilità e fico d’India: un connubio possibile

Il tema dell’ecosostenibilità è più attuale che mai. D’altronde, che sia necessario cambiare il nostro stile di vita per ridurre l’impatto sul pianeta, anche in vista di una garanzia sulla qualità di vita delle prossime generazioni, è oramai chiaro a tutti. Il fico d’India può dare il suo contributo in questa missione, ad esempio nel settore tessile. In Messico, infatti, una coppia di giovani ha ideato quella che possiamo considerare come la prima alternativa vegetale alla tradizionale pelle.

Ci sono voluti due anni di sperimentazione, ma il risultato è stato un prodotto ecosostenibile ed etico, capace allo stesso tempo di garantire traspirabilità e resistenza. L’idea di partenza si basava su un concetto piuttosto semplice: se il fico d’India si rivela ottimo per la pelle, perché non utilizzarlo proprio per creare la pelle? Ad ogni modo, dopo alcuni fallimenti, sono riusciti a produrre un materiale per molti versi simile alla pelle, sia per texture che per consistenza, vegan friendly e soprattutto economico.

In sintesi, che si tratti di un abito, piuttosto che di una cintura, una borsa, una poltrona o del semplice cinturino di un orologio, non importa: questa pelle vegetale può tranquillamente sostituire quelle sintetiche, e soprattutto quelle animali. Il fico d’India, quindi, può davvero sostenere l’intero ecosistema.

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